Quando vado a correre nel bosco porto sempre con me la fotocamera: alleno l’occhio ad una osservazione più attenta. A me piacciono i dettagli, ricercare le geometrie nella natura è quello che mi affascina di più.
Vi lascio un paio di consigli pratici:
Quante volte vi capita di fotografare un bosco o un paesaggio perché affascinati dal panorama, ma poi, quando tornate a casa, vi accorgete che quella foto non suscita le stesse emozioni? Tante volte. Questo accade perché l’occhio, a differenza dell’obiettivo della fotocamera, ha un’ampiezza visiva maggiore e poi perché, anche se lo diamo per scontato, con la vista mettiamo in moto due sensi molto importanti: l’olfatto e l’udito; cosa che non possiamo fare con la fotografia. E allora come fare per sopperire a queste mancanze? Ecco alcuni consigli:
1. Quando decidete di fotografare un bosco non lasciatevi scoraggiare dai grandi spazi: entrate in contatto con la natura, avvicinatevi di più, magari un dettaglio descrive meglio le sensazioni che volete trasmettere.
2. Quando possibile usate un treppiede e prendetevi tutto il tempo per vedere e ascoltare
3. Non sono necessari obiettivi particolarmente spinti, anche un medio zoom 55-70 mm va già bene, se poi avete lenti fisse ancora meglio
4. L’autunno è una delle stagioni più belle per fotografare i boschi. In questo periodo il verde lascia spazio alle mille sfumature di giallo, marrone e rosso: giocate con i colori e, quando è possibile, anche con i contro luce.
Nei prossimi post vedremo più nel dettaglio la tecnica proprio del controluce e come usarla al meglio per personalizzare e rendere uniche le nostre foto.